Appuntamenti dal 9 al 14 Dicembre 2019

 

Calendario della settimana, da lunedì 9 a sabato 14 dicembre, più 12 locandine di approfondimento x altrettanti eventi in programma.

Inoltro ancora l'articolo dei compagni del Forum Anticapitalista Bresciano sulla Assemblea di Roma di sabato 7 dicembre.

Saluti rossi,

Antonio/Genova

 

LUNEDI' 9 DICEMBRE:

 

1) Ore 16,30 Seminario ANPI “ Piazza Fontana, 50° della strage” p.sso l' ANPI Bolzaneto “Monte Sella” via Luigi Boggiano civ 9.

 

 

 

2) Alle ore 17,30 Attivo Sx Anticapitalista Genova p.sso la sede di via San Luca 15/7 ( 3°piano) in Centro Storico. Aperta a tutte/i gli compagne/i interessate/i

 

 

3) Alle ore 21,20 Nuova puntata di Report su Rai3 e Raiplay

 

LE INCHIESTE DI REPORT DI LUNEDI' 9 DICEMBRE SU RAI3 E RAI PLAY (https://www.raiplay.it/dirette/rai3) alle ore 21,20

 

 

IL CASO CSM di Luca Chianca  e Alessia Marzi

A Report il caso Csm: quando la politica cerca di influenzare le toghe. Il magistrato Luca Palamara, cinque componenti del Consiglio superiore della magistratura e i deputati Luca Lotti (Pd) e Cosimo Ferri (Iv) vengono registrati mentre discutono le nomine ai vertici delle procure. Per quella di Roma, in particolare, puntano su Marcello Viola, attuale procuratore generale di Firenze. In lizza c'era anche Giuseppe Creazzo, capo della Procura di Firenze che ha indagato sia i genitori del segretario di Italia Viva Matteo Renzi sia la Fondazione Open.


LA RETE AUTOSTRADALE di Manuele Bonaccorsi e Giusy Arena
Il conto lievita. Il degrado della rete autostradale lascia un lungo segno, fatto di code, circolazione dai porti in affanno, riduzioni di corsie a rischio, gallerie non a norma e ponti chiusi al traffico. Dopo l’ennesimo crollo in Liguria in un tratto dell’A6, lo scorso 24 novembre, e dopo la chiusura improvvisa del viadotto sul’A26, si è capito che la ferita aperta dal ponte Morandi è molto più estesa. Autostrade per l’Italia toglie il monitoraggio delle sue infrastrutture alla sua controllata, SPEA engineering, finita sotto inchiesta. E mentre il governo discute se revocare la concessione, alcune procure italiane vanno avanti tra nuovi sequestri e blocchi al traffico dei mezzi pesanti. Con un rilevante dubbio, alla vigilia dell’esodo natalizio: il problema riguarda solo la Liguria o tutta Italia?

UNITED VICTIMS OF BENETTON di G. Marrucci,G.Sabella,S.Scognamiglio

In un periodo dove le vicende del Ponte Morandi sono tornate a occupare le prime pagine dei giornali, Report torna a parlare di Benetton laddove tutto era cominciato: dalla moda. Ancora nel 2010 Benetton soltanto in Italia contava su una rete commerciale di circa 3000 punti vendita, comprese decine e decine di megastore negli angoli più prestigiosi delle principali città italiane. Di quei negozi a oggi ne sono rimasti appena un migliaio. A rimetterci, tanti piccoli imprenditori che al marchio avevano legato a doppio filo tutta la loro esistenza. Vendevano alle condizioni imposte da Benetton, ma senza che fosse riconosciuto loro nessun diritto, neanche quello di firmare un contratto.

 

NATALE IN BIANCO di Claudia Di Pasquale

Chi non ha mai sognato di trascorrere le vacanze di Natale sulla neve? A dicembre si inaugura la nuova stagione turistica invernale con la riapertura degli impianti di risalita, che devono essere pronti e ben manutenuti. E perché tutto funzioni alla perfezione serve però lei, la neve, e se non ha ancora nevicato la neve bisogna produrla artificialmente e spararla con i cannoni. Servono i bacini di innevamento che però costano e spesso vanno realizzati in zone vincolate. Una volta però che le opere sono state realizzate, chi le gestisce e come funzionano le concessioni per gli impianti?

 

 

 

 

 

MARTEDI' 10 DICEMBRE:

 

1)   Alle ore 18,00 Dibattito sul Kurdistan p.sso la sede di MusicForpeace via Balleydier 60 Genova/Sampierdarena.

 

 

 

2)   Alle ore 20,00 Assemblea pubblica a sostegno dei lavoratori Coop di Rivalta Scrivia al CAP di via Albertazzi 3 r a Genova/San Benigno.

 

3)   Alle ore 20,30 Dibattito sulle rivolte in SudAmerica al Circolo PRC Bianchini in piazza Romagnosi 9canc Genova/Marassi.

 

 

 

 

MERCOLEDI' 11 DICEMBRE:

 

1) Dalle ore 17,00 fino le 19,00 Assemblea di Rinascimento Genova al Circolo Arci “ Lo Zenzero “ via G.Torti 35 a Genova/San Fruttuoso.

 

 

2) Alle ore 20,45 Assemblea Antifascista Genova al CAP di via Albertazzi 3 r

 

 

VENERDI' 13 DICEMBRE:

 

1) Alle ore 17,00 Dibattito con M.Bisca “Il mondo del lavoro. Resistenza e Costituzione” alla Ciclistica di v. V.Fillak 98 r a Ge/Sampierdarena.

 

2) Dalle ore 18,00 alle 19,30 Assemblea Associaz. Antirazzista ed Interetnica “3 Febbraio” al “GhettUp” di vco Croce Bianca 7r in CentroStorico.

 

 

 

4)   Dalle ore 18,30 Serata sull'Autismo “Normale sarai tu! “ psso il LSOA Buridda in Cso Montegrappa 39 a Genova/Castelletto.

 

 

 

 

SABATO 14 DICEMBRE:

 

1)   Alle ore 16,00 Dibattito sulla Salute in Italia. Organizza Medicina Democratica e Medicixl' Ambiente al Circolo CAP di via Albertazzi 3 r.

 

 

2)   Alle ore 16,00 Inaugurazione Circolo UDI Valpolcevera p.sso il Dopo Lavoro Ferroviario in via Roggerone 8.

 

 

3) Alle ore 18,00 Dibattito “ Piazza Fontana una Strage di Stato” con Sergio Dalmasso al Circolo PRC di Piazza Sciesa 22r a Genova/Prà.

 

 

 

**********

 

Un insperato successo dell’Assemblea di Roma.

https://bresciaanticapitalista.files.wordpress.com/2019/12/assemblea.jpg?w=816

 

Nessuno se lo aspettava, diciamoci la verità. Tanto meno gli organizzatori, che avevano prudentemente affittato il Teatro de’ Servi (che brutto nome…) a due passi da Piazza di Spagna, a Roma. Un teatro da 270 posti. Anche la crescita delle adesioni (oltre 30 tra partiti, gruppi, collettivi e centri sociali vari) e delle partecipazioni degli ultimi giorni (ieri sera ha inviato un messaggio d’adesione anche Pisa Città in Comune, una lista che ha raccolto quasi l’8% alle elezioni comunali scorse), pur avendo introdotto un po’ di entusiasmo relativo, non lasciava prevedere che il teatro non solo fosse strapieno, compresa la gente seduta sui gradini e in piedi, ma che si dovesse chiedere ripetutamente a chi era seduto di alzarsi ed uscire temporaneamente per permettere a chi era rimasto fuori di partecipare almeno per un po’ di tempo.

Nonostante le difficoltà (non parlo di quelle, gigantesche, di tipo “oggettivo”, parlo di quelle dovute ad errori, ripicche, ecc.) c’è talmente “voglia di unità” nella sinistra “radicale”, di opposizione, che persino un’assemblea partita con mille problemi ha avuto un effetto di richiamo non indifferente.

E non parlo tanto dei vari leader presenti, da Ferrando del PCL ad Acerbo del PRC, da Turigliatto di SA a Cremaschi di PaP, da Alboresi del PCI a Cristina Quintavalla (Altra Emilia-Romagna), da Eliana Como (Opposizione CGIL) alla Forenza (ex eurodeputata del PRC). Quelli, probabilmente, erano dati per (quasi) scontati.

Parlo delle centinaia di militanti (di cui solo 4 bresciani, purtroppo) che hanno assiepato la platea, la galleria, i gradini e i corridoi (più la fila di oltre mezz’ora per poter entrare a turno).

C’erano operai della FCA di Cassino, come il compagno Sorge, del PCL, che ha arringato la platea con toni da anni ’70 (con applausi e grida di “Il potere dev’essere operaio” che non sentivo da almeno 25 o 30 anni!), Antonio Annarumma della Whirpool di Napoli, Cristina Tuteri, lavoratrice dell’Unicredit, dell’Opposizione CGIL della FISAC che ha parlato del vergognoso piano di licenziamenti della banca “gioiello” d’Italia. C’era anche un compagno del SiCOBAS, Rosario Zani, che ha parlato delle lotte del proletariato immigrato nella logistica, le poche vittoriose, in termini salariali e normativi, degli ultimi anni.

E poi, oltre ai partiti o gruppi già citati, sono intervenuti militanti a nome di Città Futura, Partito dei CARC, Risorgimento Socialista, Democrazia Atea, Partito Marxista-Leninista, Fronte Popolare, Coordinamento Contro l’Autonomia Differenziata, Giovani Comunisti, Partito del Sud, e sono stati letti messaggi di sostegno da parte di varie realtà locali.

I tempi strettissimi hanno impedito di dare la parola a molte delle realtà locali presenti (compreso l’intervento del Forum Sociale Anticapitalista Bresciano, che trovate però in fondo all’articolo e che è stato recepito dalla segreteria dell’Assemblea), e questo poteva essere evitato, anche solo parzialmente, con un diverso contingentamento dei tempi o con un allungamento dell’Assemblea (che è durata comunque circa 4 ore).

I grandi assenti, che speriamo ci ripensino, sono stati da un lato il grosso del sindacalismo di base, dai COBAS, alla CUB, all’USB, e dall’altro l’arcipelago variegato dei Centri Sociali.

Un’assenza che pesa, sia in termini di energie militanti, sia in termini di elaborazione teorica. Comunque, per vedere il bicchiere mezzo pieno, il primo passo è stato fatto. Più di un intervento ha sottolineato la stranezza di un’assemblea unitaria che, per la prima volta da anni, non si riunisce a ridosso di una scadenza elettorale e non si propone neppure (almeno per ora) di dar vita ad un cartello elettorale. Tutti gli interventi hanno sottolineato la necessità di dar vita ad un coordinamento di forze politiche, sociali, sindacali che parta dal basso, dalle lotte e dalle mobilitazioni concrete, sia del settore che tutti individuano come prioritario (la classe lavoratrice), sia degli altri settori di “movimento” (dal femminismo all’ambientalismo), e persino nell’ambiguo movimento delle cosiddette “sardine”, per uscire da una situazione in cui il dibattito politico nazionale sembra ridotto all’alternativa tra liberalismo pseudo-progressista e reazione fascio-leghista e rendere di nuovo udibile la voce degli oppressi e degli sfruttati, in una parola di quella che un tempo chiamavamo “sinistra di classe”. Si è deciso di dar vita ad un Coordinamento Nazionale aperto, pluralista, inclusivo e basato sulla “pari dignità” di tutti i partecipanti, che si propone di articolarsi in assemblee territoriali e che dovrebbe portare ad una prima manifestazione nazionale a Roma per la fine di gennaio, una manifestazione che dovrebbe lanciare “l’opposizione di sinistra” a questo governo giallo-rosa di cui tutti, al di là delle differenze di stile e di tono rispetto alla rozzezza salviniana, hanno sottolineato la continuità in termini di politiche sociali coi governi precedenti. Alla fine dei lavori qualcuno, preso dall’entusiasmo, si è pure messo a cantare “Bandiera Rossa”. Le voci non erano moltissime, e molti cantavano in sordina. Magari per scaramanzia, dopo troppe false partenze.

Roma, 7 dicembre, ore 18

Flavio Guidi

P.S. Ecco il testo dell’intervento del FSAB

Care compagne, cari compagni
Intervengo in questa assemblea a nome del Forum Sociale Anticapitalista Bresciano.

Il nostro Forum, a cui appartengono militanti del PRC, di SA, del Collettivo Linea Rossa della Bassa Bresciana, del Comitato Senza Confini, del Comitato Anti-sfratti “Diritto alla casa”, del Comitato “Basta Veleni”, ecc. è nato poco più di un anno fa, in seguito alle note vicende legate all’evoluzione dell’aggregazione che aveva dato vita, ormai oltre due anni fa, a Potere al Popolo.

Il nostro tentativo ha preso forma dopo la rottura, avvenuta anche a Brescia, tra coloro che avevano impresso al movimento una torsione maggioritaria e coloro che, come noi, ritenevano indispensabile continuare sulla strada di un progetto aperto, pluralista ed inclusivo, che voleva evitare il disperdersi di preziose energie in questi tempi di crisi e difficoltà per una sinistra di classe ormai esangue!. Energie di militanti, giovani e meno giovani, che consideravano esiziale quella politica di autoreferenzialità, di settarismi, di reciproci rancori che caratterizzava (e ancor oggi, purtroppo, in gran parte caratterizza) ciò che resta di quella che in tempi meno bui si chiamava “sinistra di classe” (e qui non c’è da fare sconti a nessuno, né partiti, né forze sindacali, né organizzazioni o collettivi locali, né centri sociali che da molto tempo assomigliano sempre più a micro-partiti esclusivi). Non è un percorso facile, lo sappiamo benissimo. Dopo tante “false partenze”, la delusione, la voglia di “tornare a casa”, la sfiducia tendono inevitabilmente a diffondersi, e le energie così generosamente messe a disposizione si assottigliano ogni volta di più. Ma crediamo che non ci siano altre strade percorribili a breve-medio periodo, se vogliamo evitare che il dibattito politico in Italia sia ridotto alla polarizzazione tra liberalismo pseudo-progressista e reazione sovranista fascisteggiante. Per questo abbiamo cercato di rimettere insieme le varie soggettività ancora disposte ad accettare questa difficile scommessa, non accontentandoci di tenere insieme ciò che era restato delle precedenti esperienze (in particolare dell’ultima, quella appunto di PaP), ma puntando fin da subito ad un allargamento, ad un’apertura a 360°. Dopo una prima assemblea pubblica, svoltasi circa un anno fa, che ha avuto un’accoglienza tiepida da parte delle altre realtà presenti sul nostro territorio (ancor troppo fresco, crediamo, il naufragio del precedente progetto che si voleva unitario) abbiamo lavorato innanzitutto per un inserimento del FSAB nei vari movimenti di massa (in particolare quello ambientalista riportato in auge da Friday for Future, quello femminista che, anche a Brescia, ha un suo punto di riferimento fondamentale in NUDM, e nelle mobilitazioni per il Rojava). A partire dalla ripresa di settembre abbiamo scelto un percorso di interlocuzione bilaterale con tutte le singole realtà di movimento, politiche, sindacali, sociali in senso lato, con lo scopo di valorizzare tutto ciò che può essere messo a fattor comune e diventare motivo di mobilitazione condivisa. Abbiamo quindi avuto incontri positivi con le realtà esterne al FSAB, come l’ANPI, il PCI, l’area che ruota intorno al Centro Sociale Mag47 e a Radio Onda d’Urto, Libertà e Giustizia, e nei prossimi giorni incontreremo i vari collettivi e comitati che si occupano di femminismo (NUDM), antirazzismo, ambiente, ecc.

L’unico punto dolente riguarda l’interlocuzione col mondo del sindacalismo di classe, che ha visto la positiva disponibilità solo dell’Opposizione CGIL “Il Sindacato è un’altra cosa”, ma che non è riuscita a suscitare interesse nei vari sindacati di base presenti nella nostra provincia (in primis Confederazione COBAS e SiCOBAS che, pur non rispondendo negativamente, han lasciato cadere nel vuoto il nostro invito). La decisione di trovare un terreno d’intervento comune (che già esiste nella pratica in vari settori) più sistematico, creando anche una rete di collegamento stabile (anche tramite strumenti informatici) è ormai acquisita da parte del FSAB e dei vari interlocutori, e ci sembra un primo, importante passo che va in controtendenza rispetto alla frammentazione che, a nostro avviso, è la causa principale dell’attuale oscuramento, non solo mediatico, del punto di vista della sinistra di classe nel dibattito politico nel nostro paese.

Auspichiamo che questa assemblea nazionale possa superare il limite di un puro assemblaggio fra sigle per aprire un’interlocuzione seria con i movimenti che animano le lotte sociali nel paese, senza la qual cosa anche il nostro modesto tentativo rimarrebbe sicuramente azzoppato.

Buon lavoro.

 

**********